Altare della Santa Famiglia - 1933 (150x120cm)

Altare della Santa Famiglia

“L’altare a dire il vero non è una figura sacrale, ma umana, proprio come la Santa Famiglia rappresenta il tema più umano del Sacro Testamento. Anche lo stesso altare è completamento appiattito. Da una parte ho voluto evitare l’eccessiva espressività propria dell’espressionismo, dall’altra l’entusiasmo barocco della vecchia cultura austriaca in decadenza; in base a questo mio parere personale ho scelto di raffigurarlo seguendo un’interpretazione semplice ed essenziale” spiegò Werner Berg.

Attingendo dalla Sacra Scrittura vengono composte delle immagini quotidiane dalla vita di semplici contadini. Il dipinto posto al mezzo dell'altare raffigura Maria e Giuseppe che portano tipici abiti da contadino sloveno che all'epoca viveva nei dintorni della casa di Werner Berg. Davanti è dipinto Gesù in una camicetta bianca con le braccia aperte in un simbolico gesto che ricorda la sua croce. La »luce diurna« si estende davanti allo sfondo di rosso intenso che viene circondato nella maggior parte da immagini notturne in sfumature blu.

La catena montuosa sullo sfondo della »Fuga in Egitto« ricorda la catena montuosa delle Caravanche della Carinzia austriaca. Lo scialle a righe di S. Anna ed il grembiule a pois di Maria sono due dettagli creati con amore seguendo i motivi dell'ambiente familiare di Werner Berg. Guardando gli animali e i pastori si ha una sensazione di vedere un presepe, mentre la naturalità di Maria che sta allattando il Bambino è davvero scioccante. Il motivo della maglia e dello scialle sono ancora una volta quei due elementi che trasportano un evento biblico nella vita di ogni giorno. L'immagine di lato a destra rappresenta un evento tratto dal Vangelo secondo Luca, e cioè il momento quando Simeone prende in braccio il Bambino e dà la gloria a Dio dicendo: »Ora, o Signore, lascia che secondo la tua parola, il tuo servo se ne vada in pace, perché i miei occhi hanno visto il tuo Salvatore che hai preparato perché sia al cospetto di tutti i popoli, la luce che illumina le genti e la gloria del tuo popolo - Israele.«

Dopo numerosi studi l'altare venne realizzato nel 1933 per un convento bavarese che però le suore respinsero come troppo moderno. Allora Werner Berg propose di includere l'altare nell'esposizione d'arte moderna religiosa che venne organizzata a Vienna nell'ambito delle Giornate di cattolicesimo all'epoca dello Stato austriaco, ma la giuria respinse la sua offerta.

Con quest'opera Werner Berg si avvicinò il più possibile ad Emil Nolde, avendo in mente il suo altare composto da nove pezzi della »Vita di Cristo«. Ma dopo aver accuratamente analizzato il dipinto si può notare l'evidente specificità di Berg, specialmente pensando alle forme ed ai colori, nonché alla radicale areabilità del dipinto posto in mezzo.

Riguardo al suo lavoro Berg disse: »è vero che in quel tempo ho conosciuto Nolde, ma ho voluto raggiungere una forma di pittura severa non imitandolo, ma seguendo la sua sollecitazione all'evidenza. Volevo raggiungere il »dipinto« e con questo quasi la negazione della pittura, della grande pittura. In seguito sono cambiate tante cose, ma l'essenziale dell'areabilità, la base del »dipinto« come tale rimane inalterata. Esiste una grande differenza fra il copiare e fra il raffigurare nel cambiamento attraverso la pittura.«

 

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