Schizzi Nr. 98

A proposito dei suoi schizzi Werner Berg dichiarò: “Chi mi conosce sa, che nel istante in cui inizio uno schizzo mi trasformo in una cinepresa, un disegnatore completamente assorbito da ciò che vede davanti ai suoi occhi. Lo schizzo per me non è registrare i dettagli o prendere appunti, in esso prende forma il disegno. E' per questo che cito sempre volentieri le parole di un critico estremamente intelligente, Karl Einstein, morto suicida in esilio, che una volta parlando di un pittore disse: “Di fronte alla natura crea in maniera impressionistica”. Di per sé questa frase può sembrare una banalità, un'assurdità. Le impressioni dalla natura o si creano o si recepiscono. Tuttavia è proprio questo il punto essenziale che sento di poter condividere, non in base ad una scala dei valori, ma perchè è la realtà. Finché ho davanti il mio soggetto, le immagini si uniscono e si trasformano, tutto è in continuo mutamento. Questo è ciò che io definisco l'arsenale della mia concezione del mondo ed il contatto con la natura. Ci sono schizzi che portano direttamente al dipinto – spesso in maniera così immediata da sorprendere anche me – altri invece, che preferisco lasciar riposare e sulla base dei quali, dopo qualche anno, magari nascerà un dipinto.

Tanto più spontanee ed intense sono le sensazioni che provo, tanto più chiara diventa per me la riflessione durante l'esecuzione dello schizzo. Ciò non vuol dire tuttavia, che gli schizzi annotano i particolari, ma bensì che di fondo si crea un insieme di immagini le cui particolarità sono incluse in un unico nucleo.

Per me è sempre stato un vantaggio quello di dover sviluppare un dipinto dal più minuscolo dettaglio che avevo scorso nella natura, anche se a volte però rimpiangi di non aver preso più informazioni. Nel momento in cui da uno schizzo inizi a sviluppare il dipinto, la forma del disegno, le proporzioni e gli effetti cromatici vanno completamente rielaborati da capo.

 

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